Santo con corona d’alloro

Santo con corona d’alloro
Svetta al cielo, ergendosi su una delle guglie a sud della Terrazza centrale, questa statua ottocentesca di un santo anonimo barbuto che tiene tra le mani una corona d’alloro. La sua grandezza e la sua forza sono esaltate da un corporatura proporzionata che ricorda gli eroi greci e latini. Di gusto neoclassico, la realizzazione dell’opera si inserisce, per canoni e stilemi, nella fervida attività del cantiere scultoreo del Duomo, lungo i turbolenti decenni dell’Ottocento. L’attività dei Grandi Cantieri della Veneranda Fabbrica ricevette un significativo impulso grazie all’ordinanza di Napoleone del 1805, in occasione dell’incoronazione dell’imperatore dei francesi a re d’Italia, affinché si affrettassero e chiudessero i lavori della Cattedrale. Il marmo di Candoglia, sapientemente plasmato, esprime bellezza, armonia e equilibrio. La figura si appoggia sulla gamba destra tesa a cui corrisponde il braccio sinistro flesso nell'atto di reggere una corona di alloro. La gamba sinistra si flette poggiandosi su un concio parallelepipedo, quasi a voler sottolineare un grande traguardo raggiunto. Il busto è caratterizzato da una lieve torsione determinata dal gesto fiero della figura che volge lo sguardo lontano. La pianta del lauro, presso gli antichi romani, era simbolo di gloria e vittoria. Considerata una pianta sacra, con essa venivano onorati poeti e grandi condottieri.