Sant’ Aquilino

Sant’ Aquilino
Sant’Aquilino nacque nel 970 a Würzburg, in Germania, da famiglia nobile. Ben presto si avvicinò agli studi teologici, in seguito ai quali diventò prete. Più di una volta gli venne proposta la carica di Vescovo, ma Aquilino rifiutò sempre perché desideroso di dedicare la propria vita interamente al ministero e alla predicazione più di ogni altra cosa. La sua vita fu difatti caratterizzata da diversi spostamenti nelle maggiori città europee fino a quando non si trasferì a Pavia per proseguire questa sua missione. Qui, però, trovò una città in tumulto e in mano ai seguaci dell'arianesimo e del catarismo, le eresie contro cui Aquilino predicava da tempo. Questa sua missione gli valse la vita nel momento in cui si spostò nella vicina Milano, dove cadde in un agguato da parte di un gruppo di eretici, che lo trafissero alla gola con un pugnale abbandonandolo a terra in una roggia, in solitudine. Un’antica leggenda legata a questo tragico avvenimento racconta che in seguito all’accaduto, alcuni facchini addetti al trasporto delle merci tra Pavia e Milano trovarono il cadavere di Aquilino lungo il fiume Ticino e lo trasportarono nella vicina basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano. Fino al XIX secolo, il 29 gennaio di ogni anno si svolgeva un corteo nel quale la Confraternita dei Facchini della Balla commemoravano il ritrovamento della salma portando alla basilica dei ceri e un otre d’olio, per alimentare la lampada votiva accanto all’urna di sant’Aquilino. La stessa confraternita lo scelse poi come proprio santo protettore. Il Sant’Aquilino della guglia G66 è una riproduzione della statua originaria, quest’ultima realizzata da Antonio Rusca nel corso dell’800. La scultura rappresenta un santo barbuto, abbigliato con una veste che dalla spalla sinistra gli ricade lungo tutto il corpo. Egli è raffigurato con le mani giunte in preghiera mentre rivolge la testa verso l’alto, come a voler comunicare con il cielo.