San Vittore martire

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San Vittore martire
Come per l’omonima Guglia di facciata, la G17, anche il San Vittore posto nella zona absidale incarna quel celebre soldato proveniente dalla Mauritania e diventato poi uno tra i martiri milanesi più conosciuti. Le notizie più antiche su di lui provengono da Sant’Ambrogio nell’Explanatio evangelii secundum Lucam e nell’Inno in onore e dei martiri vittore, Nabore e Felice, che morirono nella città di Lodi in difesa della fede. Negli Atti del VIII secolo, si racconta che Vittore si rifiutò di continuare a prestare servizio militare. Trascinato nell’ippodromo del Circo alla presenza di Massimiano Erculeo, rifiutò di tradire la fede nonostante le atrocità a cui fu sottoposto. Flagellato e incarcerato, dopo un’evasione quasi miracolosa, fu di nuovo catturato e infine decapitato. La statua di San Vittore Martire fu originariamente realizzata dallo scultore Grazioso Rusca tra il 1813 e il 1814. Dal gusto tipicamente ottocentesco, infatti, la statua appariva priva di qualsiasi elemento o particolare che la identificasse come San Vittore. Al contrario, il martire si presentava come una figura classicheggiante, esteticamente bella, proporzionata, armoniosa, come era consuetudine in quell’epoca. L’opera del Rusca è stata recentemente rimossa dalla Guglia per essere sostituita con una sua fedele riproduzione, opera di Nicola Gagliardi. Tuttavia, osservando oggi questa guglia, si può ben notare come il San Vittore in realtà non sia ancora stato posizionato. Questi sono i tempi del Duomo e del suo cantiere, un intreccio di ricerche, verifiche, opere di consolidamento, che a volte richiedono tempo, ma che sono necessari per poter far risplendere la Cattedrale della sua antica bellezza.