S. Severo

S. Severo
Severo nato a Side in Panfilia da Petronio prefetto nato a Filippopoli di Tracia e da Migdonia entrambi battezzati dal vescovo di Senofonte. Egli giunse con i genitori nella città di Filippopoli nel momento in cui un gruppo di 38 martiri stava per essere giustiziato. Avendo incontrato, grazie ad una visione celeste il centurione Memnone e avendolo convertito al Cristianesimo, sia Severo che Memnome furono accusati e sottoposti a diversi supplizi. Il proconsole Apelliano che lasciò Filippopoli condusse con sé i due prigionieri ad Adrianopoli e a Byza. Severo dopo diversi supplizi fu decapitato. Severo viene commemorato il 20 agosto. Il Martiriologio Siriaco del IV secolo commemora Severo in compagnia di Doroteo. Il nome Severo è commemorato anche nel Martiriologio Geroniminiano. Per di più Severo è il nome di un prete che figura nella Passio di S. Filippo di Eraclea, martirizzato ad Adrianopoli e commemorato il 22 ottobre. Si hanno le ragioni per credere che il Santo martire di Byza sia il medesimo celebrato con Filippo di Eraclea, martire di Adrianopoli . Al 20 agosto, una delle date dei Sinassari Bizantini si è introdotto nel Martiriologio Romani la commemorazione di Severo e Memnone con un elogio speciale e un richiamo ai 38 martiri di Filippopoli divenuti però nel Martirologio Romano 37 martiri di Tracia, secondo la notizia dei Sinassari di quel giorno. La statua, eseguita nel 1824 dallo scultore Gerolamo Marchesi, si presenta con le fattezze di un giovane uomo privo di barba, con capelli riccioluti e corti. Il corpo seminudo è avvolto in un morbido panneggio che arriva fino ai piedi. La mano destra è vicino al petto, il braccio sinistro corre lungo il corpo. Questa posizione solenne conferisce al santo eleganza e ieraticità.