S. Sennen

  • G21 Guglia lato sud
  • 30 Lug Pescia, Sahagùn (Leòn) Vesti di pelliccia, spade, berretti frigi, corone
S. Sennen
Abdon e Sennen sono due martiri certamente esistiti nel III secolo. Sebbene le notizie che riguardano la loro vita sono leggendarie, un fondo di verità ci deve essere senz’altro. Per prima cosa essi sono ricordati da un gran numero di testi ufficiali e martirologi, i quali citano la deposizione nel Cimitero di Ponziano, sulla via Portuense, di due reliquie di santi martiri di Roma chiamati ‘Abdos et Sennes’. Ancora celebri testi medioevali ricordano che tanti pellegrini giunti a Roma visitavano la via Portuense, entrando nella basilica dove riposavano i loro corpi. L’ignoto autore della passio dei due santi, li classifica come due principi persiani, che nella loro condizione di schiavi o di liberti a Roma, si prodigavano a seppellire i martiri. A causa di questo loro impegno vennero accusati presso l’imperatore Decio (200-251). Giacché rifiutarono di sacrificare agli idoli, vennero condannati a morte e condotti nell’anfiteatro dove sorgeva il Colosso di Nerone per essere divorati dalle belve feroci, ma essi miracolosamente ammansirono gli animali. Abdon e Sennen vennero pertanto decapitati dai gladiatori. I loro corpi vennero gettati davanti alla statua del Sole, dove rimasero tre giorni, finché il diacono Quirino li raccolse nascondendoli nella sua casa, dove restarono per lunghissimo tempo. In seguito, grazie ad una rivelazione, vennero ritrovati e portati nel Cimitero di Ponziano. Le loro reliquie furono poi ‘depositate’ nella basilica di S. Marco papa, al tempo di papa Sisto IV (1471-1484). Infatti nel 1948 si rinvenne sotto l’altare maggiore un’arca granitica contenente una grande cassa di cipresso con molte reliquie e una pergamena datata 1474, che indicava la deposizione delle reliquie dei santi Marco papa, Abdon e Sennen martiri. La statua di San Sennen che possiamo oggi ammirare è opera di Pompeo Marchesi, scultore attivo presso i cantieri del Duomo nella prima metà dell’Ottocento. Il Santo è rappresentato come un giovane martire (e in effetti l’iconologia ci dice che probabilmente era più giovane del compagno Abdon). Guarda in basso, verso la folla che sfila ai lati del Duomo con sguardo dolce e benevolo.