S. Primo

S. Primo
Questo è il primo dei due san Primo che spiccano sul Duomo (l’altro è sulla Guglia112). Una caratteristica di questo santo, stando alle fonti, sembra intrinseca nel suo nome: egli non è mai solo, ma fa sempre parte di un gruppo di martiri, come se il suo nome “numerale” non lo lasciasse mai da solo, ma sempre compagno di sventura e di fede di altri cristiani. E’ difficile capire chi possa essere questo giovane dal lungo mantello, tra i numerosissimi santi che i Martirologi ci tramandano. Egli si trova nella prima fila delle Guglie che sono alle spalle di quelle in facciata: il corpo rigido, il braccio sinistro steso sul fianco, il capo volto verso Sud e lo sguardo fiero sembrano poterlo identificare con un martire romano che, assieme al fratello Feliciano, fu ucciso sotto Diocleziano (284 – 305). La passio racconta di questi due fratelli ottantenni che, scoperti cristiani, sono prima invitati ad abiurare la fede dall’imperatore e, rifiutatisi, subiscono tremende torture e tra queste a Primo viene versato del piombo fuso in bocca. Gettati in pasto alle belve e risparmiati da queste, vengono infine decapitati. Furono sepolti al XIV miglio della via Nomentana, e traslati sul Monte Celio da papa Teodoro (642 – 649) nella chiesa di S. Stefano al Celio. Nonostante la tradizione li voglia anziani, entrambi sono spesso rappresentati in sembianze giovanili.