S. Felice

S. Felice
Le poche notizie circa la sua esistenza ci vengono fornite da san Paolino di Nola nei suoi carmi natalizi, scritti dal 395 al 409 per raccogliere la tradizione orale appresa nel territorio nolano. Secondo san Paolino, Felice nacque a Nola nella seconda metà del III secolo, figlio di un ricco siro trasferitosi in Italia per lavoro. Divenne sacerdote e stretto collaboratore di Massimo, all'epoca vescovo di Nola. Fu imprigionato e torturato nel corso delle persecuzioni cristiane. La tradizione vuole che fu un Angelo a liberarlo e che prestò le cure al malato vescovo Massimo che intanto si era rifugiato in un luogo segreto. Quando ricominciarono le persecuzioni, Felice sfuggì alla cattura rifugiandosi all'interno di una cisterna. Nel 313 fece ritorno a Nola, dove rifiutò l'episcopato e trascorse il resto dei suoi giorni in povertà. Nonostante san Felice non sia stato ucciso, è stato riconosciuto come Martire della Chiesa per le numerose sofferenze affrontate in vita. Il suo corpo è seppellito presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile. La sua tomba fu detta Ara Veritatis, perché gli si attribuiva particolare efficacia contro la falsa testimonianza.