S. Dorimedonte

S. Dorimedonte
Il Santo martire Dorimedonte, insieme a Trofimo e Sabazio è ricordato nella storia per aver patito il martirio sotto il regno dell’Imperatore Aurelio Probo (276-282 d.C.). I cristiani Trofimo e Sabazio giunsero nella città di Antiochia durante una festività in onore delle divinità pagane, durante la quale si offrivano sacrifici e venivano compiute varie nefandezze. Alla vista di tutto ciò, i due pregarono il Signore di indicare loro la via della salvezza. Furono però notati dagli idolatri, i quali li invitarono ad unirsi a loro. Visto il rifiuto da parte dei due stranieri, gli abitanti di Antiochia li condussero presso il governatore. Vennero quindi sottoposti a terribili torture: San Sabazio morì a seguito delle violenze subite, mentre Trofimo, ferito ma sopravvissuto, venne condotto in carcere. Qui fu visitato da Dorimedonte, un senatore segretamente cristiano che si occupò di pulirgli e fasciargli le ferite. Si dice che anche Dorimedonte si rifiutò di partecipare ai festeggiamenti in onore dei Dioscuri e, quando gli fu chiesto il motivo, rispose di essere cristiano e che in nessun modo avrebbe partecipato a simili celebrazioni. Per queste sue parole, fu gettato assieme a San Trofimo in pasto alle fiere ma rimasero miracolosamente illesi, finendo così per essere decapitati.La statua di San Dorimedonte che oggi ammiriamo è una riproduzione di cui non conosciamo l’autore. Difatti l’originale risale al 1830 ed è opera di Pompeo Marchesi, scultore già attivo nella Fabbrica del Duomo per la realizzazione di altre opere. Il Dorimedonte dominava in origine una delle cime di guglia del transetto sud (l’attuale G70), ma nel luglio del 1963 venne sostituita dalla sua riproduzione e spostata nell’attuale posizione. Tale sostituzione fu ritenuta indispensabile a causa delle condizioni ammalorate dell’originale: all’altezza dei piedi l’opera del Marchesi presentava infatti una spaccatura nel marmo, un lungo taglio che proseguiva anche nel basamento sottostante che doveva fungere da sostegno. Si pensò quindi di far realizzare subito una riproduzione che potesse sostituirla, per evitare eventuali catastrofi. Il San Dorimedonte originale dell’800 è oggi conservato presso Villa Carlotta, sul Lago di Como.