S. Aggeo

S. Aggeo
Lungo il fianco sinistro del Duomo, la guglia del santo profeta Aggeo ci ricorda che il passato non è mai stato così attuale come il presente. Nel pieno del tempo d’Avvento, il 16 dicembre, il nuovo Martyrologium Romanum pone la commemorazione di questo profeta di fiducia e speranza dell’Antico Testamento. Aggeo rivolse parole d’incoraggiamento al popolo ebraico per esortarlo alla ricostruzione del tempio nella città santa, distrutto dopo l’esilio babilonese del 589 a.C., a seguito della caduta di Gerusalemme avvenuta due anni prima. Aggeo invita a provvedere innanzitutto alla costruzione del tempio, in quanto simbolo e luogo dell’identità culturale del popolo. Di fronte al loro smarrimento, bloccati dal ricordo dell’antico splendore di un tempo, il profeta rivolge parole di conforto al popolo ebraico, perché la nostalgia del passato non sia rifugio e consolazione, ma un viaggio verso un futuro possibile. Scolpita nel marmo da Virginio Pessina, la statua di sant’Aggeo diventa testimonianza viva di questo messaggio di fiducia che da secoli accompagna i sogni di coloro che credono nel domani. Sogni che soprattutto a Natale diventano desideri per se stessi e per i propri cari. La voce di Aggeo dalla cima del Duomo invade il nostro tempo e il nostro Natale: “Coraggio, popolo tutto del paese…non temete”.