Guglia Maggiore

  • G135 Tiburio
  • 15 Ago
Guglia Maggiore
La Guglia Maggiore del Duomo fu costruita tra il 1765 e il 1769. L’architetto Francesco Croce risolse più di un secolo di progetti e proposte, coronando così il tiburio del lanternino nella migliore maniera possibile. Nel 1774, poi, fu aggiunta la Vergine, alta 4,16 metri. Con questa Guglia il Duomo raggiunse la vertiginosa altezza di 108,50 metri, e a Milano s’impose la consuetudine che nessun edificio potesse superare la Madonnina. Questa regola fece cambiare i progetti delle torri Branca e Velasca, e con la costruzione del Pirellone, alto 127 metri, fu posta una copia della Vergine in cima ad esso. Oggi la copia è stata spostata sul Palazzo Lombardia, alto 161 metri. La Guglia Maggiore culmina il secolare progetto del Duomo, innalzando al cielo migliaia di mani, sforzi, idee, progetti, documenti, passioni, sacrifici che hanno reso possibile questo capolavoro del gotico italiano. La Vergine, posta in cima, chiede al Cielo la benedizione della città. La Madonnina si pone lungo un confine, quello tra cielo e terra: è tramite tra Dio e gli uomini, permettendo un contatto altrimenti impossibile. Il Duomo stesso, nella sua intera composizione, sembra prefiggersi di essere molto più di una cattedrale. Esso si sforza di essere non solo un sunto dell’intera storia milanese, ma anche una raccolta di tutta l’umanità, con le 3.200 statue che popolano ogni facciata della cattedrale. La Vergine, che spunta da una selva di centotrentaquattro Guglie, è portata in trionfo come in una processione di personaggi, reali o mitici, martiri, santi, guerrieri, animali e mostri. C’è il vero e la favola, sul Duomo di Milano: ciò che l’uomo fa, e ciò che l’uomo pensa. La Madonna è circondata da quattro gugliotti, sui quali si pongono figure vicinissime a lei: Gioacchino suo padre, l’arcangelo Gabriele suo messaggero, San Quintiliano che rappresenta i martiri della Fede, un santo guerriero che rappresenta i difensori della Fede. Se poi la numerologia, importantissima per il Cristianesimo e non solo, può darci qualche indicazione, allora la lettura dell’intera struttura può cambiare. Ci si chiede spesso perché tra i centotrentacinque personaggi manchi il patrono di Milano, Sant’Ambrogio. Osservando la disposizione delle Guglie forse si può fare chiarezza. Il Santo, infatti, scriveva in merito: «[...] era giusto che l'aula del Sacro Battistero avesse otto lati, perché ai popoli venne concessa la vera salvezza quando, all'alba dell'ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte». Ottagonale era, per l’appunto, la vasca del Battistero di S. Giovanni alle Fonti, voluto dal vescovo e sul quale oggi si erge il Duomo. Ottagonale è il tiburio, con le otto Guglie, così come otto sono le Guglie dell’abside e lungo la facciata dello stesso. Ancora, le ventiquattro Guglie del camminamento Nord e le ventiquattro del camminamento Sud sono disposte in tre file da otto, così da riunire i due numeri che stanno alla base dell’intera costruzione. Sant’Ambrogio allora appare ovunque nell’intera costruzione, avendo partecipato indirettamente a distanza di secoli. E poi gli eroi della classicità, le divinità antiche, i protagonisti della Bibbia, gli artefici della storia di Milano e d’Europa. Le storie che racconta il Duomo, culminante nella Guglia Maggiore, sono allora migliaia, intrecciate in sei secoli di storia. Tutti i Milanesi chiamati a raccolta nella grande processione all’ombra della Madunina.