Guglia Carelli

Guglia Carelli
Marco Carelli fu benefattore del Duomo e nacque probabilmente a Milano tra il 1320 e il 1327. Rinunziando, a motivi a noi ignoti, all’eredità del padre, intraprese da giovanissimo un’intensa attività commerciale, alla quale si dedicò con molta abilità. Trafficava, solo o in società con gli zii e i cugini, le più varie mercanzie: lana, seta, cotone, cuoio, cera, polvere di zucchero, nonché i prodotti delle terre di sua proprietà, che erano andate sempre più ingrandendosi col progredire della sua attività. Oltre che commerciante, Carelli fu anche attivo finanziere, erogando prestiti a famiglie altolocate, compresi i signori di Milano. Si sposò due volte: con Giovannina Settala, morta nel 1380-81 e con Flora de Liprandis (1386), che gli sopravvisse, ricevendo in eredità alcuni legati testamentari. Morì a Venezia nel 1394. Non avendo prole, con suo testamento del 4 luglio 1393 e successivo codicillo del 26 gennaio 1394, Carelli nominò sua erede universale la Fabbrica del Duomo, divenendone così, data l’entità del suo patrimonio – valutato allora ben 35.000 ducati e che oggi corrisponderebbe a circa 30 milioni di euro – il più grande benefattore di tutti i tempi. Alla Fabbrica impose la fondazione di una cappellania con messa quotidiana in suo suffragio da celebrarsi presso l’altare da erigersi ex novo in Duomo e una celebrazione di suffragio al primo giorno di ogni mese, che doveva essere officiata dal capitolo metropolitano. Fu tumulato prima nella chiesa di Santa Maria Annunciata in Camposanto e fu poi trasportato in Duomo dove tuttora riposa. A Carelli venne dedicata una guglia, la più antica, che porta ancora il suo nome. I documenti relativi a Carelli conservati nell’Archivio della Fabbrica sono numerosi: in gran parte riguardano la formazione e l’entità del suo patrimonio, nonché la minuziosa contabilità che ne tenne la Fabbrica dopo esserne entrata in possesso.