Madonnina Visite Terrazze
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5 Ottobre Ott 2018 0849 2 months ago

Sotto quella Guglia…

Storie di Donatori


Era il 1946 quando mio padre, Alberto, trentaquattrenne, di ritorno a casa a Casalbuttano, un piccolo fronte, fu assunto alla Comit (Banca Commerciale Italiana) nell’allora sede di Piazza della Scala. Poiché gli orari degli uffici di quegli anni non gli consentivano di viaggiare quotidianamente da Casalbuttano a Milano, aveva trovato alloggio in via Vitruvio da un lontano parente, un signore anziano, solo e molto triste per essere rimasto vedovo da poco dell’adorata moglie. Si chiamava Riccardo, ed aveva svolto tutta l’attività lavorativa a “La Domenica del Corriere” in qualità di illustratore. Non aveva però la pensione, come succedeva allora e, l’aver affittato una camera a mio padre, gli consentiva di vivere in minor ristrettezze. È grazie a Riccardo che mio padre ha cominciato a conoscere la Madonnina, ad adorarla e a pregarla. Infatti, la sera, quando mio padre ritornava a casa dall’ufficio, gli chiedeva “Berto, portum a vedè la Madunina” e mio padre lo accompagnava in Piazza Duomo, con qualsiasi tempo. Quante lacrime sono state versate sotto quella guglia, quante preghiere e quante richieste di aiuto. Mio padre assisteva in silenzio e, a sua volta, chiedeva alla Madonnina che desse un po’ di conforto a quell’uomo tanto solo e tanto triste.

Poi mio padre si fidanzò con mia madre, Lina, una ragazza di dieci anni più giovane, conosciuta a una di quelle feste da ballo che proliferavano nei paesi, per far dimenticare gli orrori della guerra appena finita. Mio padre si innamorò perdutamente di lei, ma mia madre, timida, giovane e inesperta non si decideva a pronunciare quel famoso “sì” che mio padre aspettava. Fra le sue lettere a mia madre c’è né una in cui scrive “Anche questa sera ho accompagnato Riccardo in Piazza Duomo e anch’io ho chiesto alla Madonnina una grazia “Madonnina cara, fa che la mia madonnina mi dica “sì””. Il “sì” di mia madre, grazie alla costanza e all’amore di mio padre è arrivato e i miei genitori si sono sposati.

Il regalo di nozze del Signor Riccardo è stata la piccola pergamena qui riprodotta, dipinta da lui, che i miei genitori hanno sempre tenuto accanto al loro letto e che è ancora là, nonostante adesso la stanza sia disabitata.

Mio padre è morto quindici anni fa e mia madre qualche mese fa. In questi quindici anni, ogni volta che accompagnavo mia madre a Milano per i controlli clinici, la richiesta era sempre la stessa: salire al 7° piano della Rinascente. Una volta là, andava in terrazza e si soffermava a contemplare la Madonnina, in silenzio.

Adesso sono io che, quando capito a Milano, non posso fare a meno di salire in terrazza, al 7° piano della Rinascente.

Rosa G.

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