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9 Giugno Giu 2016 1514 10 months ago

Eataly adotta una Guglia del Duomo di Milano

Il 17 giugno la presentazione aperta al pubblico dell’adozione della Guglia di San Agricola a favore di International Patrons of Duomo di Milano con Oscar Farinetti e Philippe Daverio

17 giugno 2016
ore 12.30
Eataly Smeraldo
(Piazza XXV Aprile)

Intervengono
Oscar Farinetti
Philippe Daverio
Membro dell’Advisory Board di International Patrons of Duomo di Milano

Grazie al sostegno di Eataly, si è compiuto un ulteriore e importante passo avanti nel campo della raccolta fondi dedicata ad International Patrons of Duomo di Milano, public charity di diritto americano nata nel 2014 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulle necessità del Duomo di Milano e di raccogliere liberalità per sostenere la conservazione, la tutela, il restauro e la valorizzazione della Cattedrale milanese.

Venerdì 17 giugno alle ore 12.30, presso Eataly Smeraldo, avrà luogo lo svelamento della targa della guglia G1 – San Agricola - adottata da Eataly in occasione del lancio delle attività di International Patrons of Duomo di Milano e dell’inaugurazione della mostra “Eataly per Duomo” a New York nell’ottobre del 2014.

Per l’occasione saranno presenti Oscar Farinetti, Presidente di Eataly, e Philippe Daverio che interverrà raccontando ai presenti l’infinito cammino del Duomo (1386 – 2016): 630 anni di storia senza fine.

Eataly adotta un pezzo del Duomo più bello d’Europa, la guglia di San Agricola 

SAN AGRICOLA
Alle radici della Chiesa bolognese ci sono le figure di due martiri, distinti per classe sociale, ma uniti dalla palma della morte a causa della fede. Vitale e Agricola, servo e padrone, lanciarono con la loro testimonianza un messaggio di uguaglianza e di solidarietà che ottenne pubblico riconoscimento al sorgere del libero Comune con il decreto di liberazione dei servi della gleba (Liber Paradisus). La più antica memoria dei due protomartiri risale a Sant'Ambrogio e a San Paolino da Nola, che ne attestano la «colleganza e il consorzio nel martirio». I loro corpi, riscoperti nel cimitero ebraico dal vescovo Eustasio, furono traslati da Ambrogio nel 393 alla Santa Gerusalemme stefaniana. Il loro culto era già diffuso nel V e VI secolo. Le loro reliquie sono venerate nella Chiesa madre di Bologna