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29 Settembre Set 2015 1000 one year ago

Storie di Donatori

La storia di un uomo che è anche quella di chi ha partecipato alla costruzione della Cattedrale

«Colui che si assicura un posto di sagrestano o di seggiolaio nella cattedrale costruita, è già un vinto. Ma chiunque porta nel cuore una cattedrale da costruire, è già vincitore». Questa frase di A. de Saint-Exupéry, esposta nell'ultima "stanza" della Mostra sul Duomo di Milano "Ad Usum Fabricae", che ho visitato nel corso del "Meeting per l'amicizia tra i popoli" a Rimini nel mese di agosto 2012, è stata il punto di partenza, la molla che mi ha fatto scattare la curiosità e la voglia di iniziare a costruire la mia cattedrale. La bellezza e la tenerezza delle storie raccontate all'interno della mostra non potevano finire lì. La storia di Marta, la prostituta redenta che portava offerte al Duomo ogni mattina, di Marco Carelli, il ricco fattosi povero per aver donato tutti i suoi beni alla Fabbrica del Duomo, di Caterina, la povera vecchietta che puliva pietre al cantiere, che donò al Duomo la logora pelliccetta che possedeva come unico riparo dal freddo, di Alessio, il capitano di origine albanese che volle ornare a sue spese uno degli altari, e di decine e decine di storie della povera gente di Milano che ha contribuito nei secoli all'edificazione della cattedrale: sono questi tra le tante persone generose del popolo milanese che hanno contribuito alla costruzione del Duomo. Ho voluto anch'io donare per costruire la mia cattedrale, per aggiungere un mio piccolo tassello personale alla costruzione della grande Chiesa della mia Milano, pieno di riconoscenza per coloro che non avevano neppure una casa propria e l'hanno costruito anche per me, il Duomo.

Luigi G.

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