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25 Agosto Ago 2015 0913 2 years ago

Storie di Donatori

La testimonianza di una donna che ha saputo innamorarsi di Milano e della sua bellezza

Perché dono al ‘mio’ Duomo.

Sono nata nella provincia ferrarese, dove giocavo con il mio micio sul prato fiorito o correvo lungo i sentieri che portavano ad altri prati, ad altri fiori, ad altri alberi.

A volte restavo seduta per ore su alberi da frutto e osservavo. Mangiavo prugne e fichi nelle rispettive stagioni.

Poi la mia famiglia si trasferì a Milano e mi ritrovai tra spazi, luci e rumori completamente diversi da quelli che avevo conosciuto nei pochi anni passati nella ‘bassa’ ferrarese.

Restai in silenzio per molto tempo a guardare quel mondo iperattivo e frettoloso, sempre disponibile e pieno di iniziative.
Cominciai ad amare la città, a visitarla, a crescere, a studiare e a viverla profondamente.

Milano era diventata la mia città: l’avevo adottata.

Quando mi portavano in Piazza Duomo, i turisti si divertivano con i numerosissimi piccioni e io invece tendevo un braccio verso il Duomo, con le dita della manina tesa leggermente aperte, e pensavo che le guglie fossero come le mie dita rivolte verso l’azzurro del cielo a grattar le nuvole.

In seguito la vita mi mise di fronte ad altre situazioni e scelte e ora vivo lontana dal Duomo. Sono vicina al mare ma ho sempre nostalgia della città che mi ha cresciuta.

Così, venendo a conoscenza del progetto Adotta una Guglia, non mi è parso vero di poterla nuovamente adottare.

Amo Milano!

Storia di Violetta

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